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L’Escherichia (E.) coli produttore della tossina Shiga (STEC) è un importante patogeno presente negli alimenti. Può causare gravi malattie quali la colite emorragica o la sindrome emolitico-uremica. Uno studio di coorte longitudinale è stato condotto in tre unità di ingrasso per studiare l’epidemiologia di STEC nei suini nell’ultima fase di ingrasso ed esaminare i rischi che potrebbero porre per le infezioni da STEC nell’uomo.

In linea con i risultati ottenuti in studi che abbiamo condotto precedentemente è emerso che Stx2e è la variante della tossina Shiga più frequentemente osservata nei suini nell’ultima fase di ingrasso (93,9%).

I risultati confermano che i suini allevati per la produzione di carne di maiale rappresentano un serbatoio per le infezioni da STEC nell’uomo. I sierotipi in circolo riscontrati nelle coorti in aggiunta a fattori riguardanti la gestione dell’allevamento incidono notevolmente sulla prevalenza di STEC.

Fonte: International Journal of Food Microbiology

Lo studio completo è disponibile sul sito www.sciencedirect.com

Il luglio scorso, la Commissione europea ha adottato una decisione di esecuzione riguardante l’autorizzazione di tutti i farmaci per uso veterinario contenenti “colistina” in combinazione con altri antimicrobici orali.

Il testo integrale dell’articolo è disponibile sul sito pig333.com

Il Comitato ha pertanto raccomandato di non concedere l’autorizzazione all’immissione in commercio e il ritiro delle autorizzazioni esistenti per i medicinali per uso veterinario contenenti ossido di zinco.

Il testo integrale dell’articolo è disponibile sul sito pig333.com

Ricercatori tedeschi hanno individuato oltre 400 isolati di Escherichia coli risultati positivi per il gene MCR-1. Questo gene può rendere i batteri resistenti alla colistina, un potente antibiotico. MCR-1 è stato rilevato nel 79,8% di isolati di E. coli resistenti alla colistina. Lo studio ha esaminato oltre 10 000 isolati di E. coli raccolti da alimenti e animali da reddito in Germania tra il 2010 e il 2015. Il gene è risultato maggiormente prevalente negli allevamenti di polli e nelle relative catene alimentari. Nel complesso, i ricercatori affermano che in Germania la prevalenza del gene MCR-1 è di due volte superiore a quella riscontrata in Francia. La resistenza alla colistina in Germania è maggiore inoltre rispetto alla media europea, situazione che potrebbe essere attribuibile al maggior impiego di antibiotici polimixinici. È necessario condurre ulteriori studi per una più accurata valutazione dei risultati.

Il testo integrale dell’articolo è disponibile sul sito www.cidrap.umn.edu

I primi risultati del monitoraggio della resistenza condotto presso l’Istituto tedesco per la valutazione dei rischi (BfR) hanno evidenziato che i batteri resistenti alla colistina sono largamente diffusi tra gli animali da reddito in Germania. La resistenza è risultata più frequente in Escherichia coli di broiler. “I risultati attuali dimostrano che la strategia riguardante l’uso responsabile degli antibiotici deve essere perseguita in maniera coerente nel futuro”, ha affermato il Presidente del BfR, Prof. Dott. Dott. Andreas Hensel. Ulteriori studi biomolecolari verranno condotti per valutare i potenziali rischi per i consumatori. Si consiglia di seguire attentamente le corrette procedure igieniche in cucina per evitare il trasferimento di germi dalla carne ad altri alimenti. Inoltre, la carne va completamente riscaldata prima del consumo e deve raggiungere una temperatura di 70°C per 2 minuti al proprio interno.

Il testo integrale dell’articolo è disponibile sul sito www.bfr.bund.de

In linea con le ultime pubblicazioni scientifiche in merito all’uso degli antimicrobici in medicina umana e veterinaria, la Pig Veterinary Society (PVS) ha aggiornato i propri principi riguardanti la prescrizione di antimicrobici. Secondo questi principi, gli antimicrobici sono suddivisi in 3 classi. La classe 1 può essere prescritta nell’ambito di linee guida riguardanti l’uso responsabile, la classe 2 può essere utilizzata solo nel caso in cui sia stato dimostrato mediante antibiogramma o esperienza clinica che gli antimicrobici di prima scelta non siano risultati efficaci. La colistina è stata ora assegnata alla classe 3 che comprende farmaci di ultima istanza. Questi prodotti possono essere utilizzati solo in assenza di altre opzioni terapeutiche e il loro uso deve essere giustificato mediante antibiogramma. Questo intervento è risultato necessario in quanto è sempre più evidente che la colistina è un antimicrobico di importanza critica in medicina umana. La PVS consiglia ai propri membri di scaricare la nuova versione dei principi e di seguire le linee guida riportate nel documento.

Il testo integrale dell’articolo è disponibile sul sito www.pigvetsoc.org.uk

I campi destinati alla produzione agricola in Danimarca sono sempre più contaminati da zinco. Questo fenomeno è dovuto all’elevato contenuto di zinco che si trova nei liquami suini utilizzati come fertilizzante su detti campi. Il Ministro dell’ambiente e dell’alimentazione danese ha definito questi dati “preoccupanti” e aggiunto che è necessario considerare alternative. Nei suini, lo zinco e il rame vengono spesso utilizzati dopo lo svezzamento, in particolare per la prevenzione della diarrea e della malattia degli edemi. Un’alternativa in termini di profilassi della malattia degli edemi potrebbe essere il vaccino a dose singola contro la tossina Shiga.

Il testo integrale dell’articolo è disponibile sul sito www.animal-health-online.de